Perché iscriversi a FareRete Onlus?”

Bene comune. Due parole abusate, tradite e spesso male interpretate, soprattutto nel nostro tempo e proprio per questo più attuali che mai. Ecco perché attualmente il bene comune rappresenta più che mai una sfida. Una di quelle maggiori. E non è solamente una generica sfida di solidarietà. Implica molto di più: la consapevolezza della necessità di accettarla questa sfida, della nostra modalità di essere nella società, cioè il rendersi conto del nostro modo di rapportarci agli altri. L’andare oltre, molto oltre quello che semplicemente serve a noi o che desideriamo. Il metterci nei panni dell’altro, sentirne l’essere, il suo stato d’animo, la frustrazione e l’infelicità per la mancanza di qualcosa cui la sua dignità di essere umano gli da diritto ma che la realtà gli nega, creando in tal modo quella disparità che è alla base della rabbia e dell’invidia sociale, premesse a loro volta della mancanza di pace, sociale e individuale. È la sfida del bene comune, concetto che sta acquisendo attualmente una connotazione innovativa assai marcata, nonostante l’abuso che spesso si è fatto dei due termini.

L’innovatività risiedendo proprio nella forte necessità di ricrearlo, laddove l’averlo perso di vista o decisamente osteggiato col privilegiare il vantaggio personale (spiace doverlo constatare, soprattutto al livello politico e pubblico), ha contribuito in maniera sostanziale a creare le condizioni per l’avvento della crisi sociale e morale che attraversiamo, cui va aggiunto il danno economico connesso col mancato valore e conseguente benessere diffuso che il bene comune crea.

Per noi di FareRete il vero bene comune è da identificare in tutte quelle condizioni di vita nella società che promuovono il progresso culturale, spirituale, morale, economico di tutti, nessuno escluso. Innanzitutto dobbiamo prendere atto della parte sociale della crisi, laddove essa si concretizza nel senso di insicurezza e nello scoraggiamento delle persone che può sfociare nello scadimento quali/quantitativo dell’impegno personale. E dal momento che il “sociale” non è altro che la risultante del comportamento dei singoli, è sul singolo che vanno concentrati l’attenzione e gli sforzi per tentare di invertire questa tendenza allo scoraggiamento e al disimpegno. Un individuo può astenersi dall’impegno sociale per le più varie ragioni e non è sempre possibile vincerne le resistenze. È fuor di dubbio che il diffuso clima di sfiducia nelle istituzioni e la sensazione che gli sforzi del singolo siano in ogni caso destinati a non influenzare significativamente l’ambiente in cui si vive possano portare ad un disimpegno progressivo. D’altra parte è un fatto che la tendenza delle società occidentali a dilatare sempre di più lo spazio a disposizione dell’immagine di se che l’individuo persegue, lo allontani progressivamente dal contesto sociale, (ironicamente a dispetto della disponibilità dei cosiddetti “social” media), determinandone un isolamento sempre più netto e difficilmente emendabile.

È necessario rimotivare l’individuo, reinserendolo nel circuito virtuoso impegno-riunione al sociale-gratificazione. In questo grande responsabilità ha la politica, sia per l’esempio che può e deve dare in termini di comportamenti virtuosi, sia per l’indicazione di obiettivi formativi e di indirizzi correttivi ai comportamenti sociali devianti. Ma nonostante tutto è ancora dal singolo che deve partire l’iniziativa e è l’individuo che deve ritrovare in se stesso la motivazione all’agire socialmente utile. È ovvio che l’impegno debba coinvolgere anche tutti gli attori del sistema sociale, tuttavia mai come in questo momento è importante il recupero dell’impegno personale giornaliero di ciascuno, impegno che inizia dalle piccole cose, ristabilendo quell’interscambio personale-sociale che rappresenta l’elemento base nella costruzione di una sussidiarietà affidabile e concretamente produttiva, oltre ad offrire un potenziale di sviluppo personale difficilmente eguagliabile da altre opportunità. Fortunatamente, nonostante la crisi, ancora un buon numero di persone si dedica al volontariato ed all’auto organizzazione a fini sociali, allo scopo di creare le migliori condizioni perché il fare collettivo diventi concretamente sinergico. Nel nostro paese nel 2013 erano presenti più di 300.000 organizzazioni non profit operanti in vari settori con 4,7 milioni di volontari (dati ISTAT) e circa trentamila associazioni di pazienti. Una massa imponente, dotata di notevole impatto, che tuttavia potrebbe produrre risultati notevolmente più significativi se meglio organizzata e soprattutto coordinata.

Proprio con l’intento di rimettere il Bene Comune al centro dei valori cui ispirare l’azione individuale e collettiva di tutti i giorni, valorizzando al massimo l’innovazione e l’aggregazione tra persone che condividano l’idea che perseguirlo possa creare ricchezza, benessere diffuso, e vantaggi per tutti, nasce FareRete-Innovazione il Bene Comune-il benessere e la salute in un mondo aperto a tutti. L’obiettivo della ONLUS costituitasi il 14 ottobre 2015, in particolare è di contrapporsi alle disuguaglianze create dalla globalizzazione ed alla sempre più difficile sostenibilità economica del welfare. Il Bene Comune quindi, anche come fonte di innovazione inclusiva e non esclusiva, per creare valore sociale e civile nel tempo in cui viviamo. L’associazione, ideata e promossa da Rosapia Farese, intende contribuire alla creazione e diffusione di una cultura manageriale tra tutti gli attori del sistema salute, a favore della sostenibilità economica del sistema Sanitario e di tutte le problematiche attinenti alla conservazione della salute ed alla gestione della malattia. Ma nella visione strategica di FareRete (il cui nome indica anche l’intento di creare una responsabilità realmente diffusa) rientrano pure le questioni riguardanti l’inclusione/integrazione sociale, al pari di tutti quei fattori che influiscono sulla qualità della vita umana in termini sistemici.

L’idea di FareRete-Innovazione il Bene Comune si ispira al pensiero di Michele Corsaro (1941-2009), fondatore di Medi-Pragma, secondo il quale “il Bene Comune non è da intendersi come la somma dei beni individuali acquisiti attraverso opportunità individuali sviluppate in funzione del primato dell’Ego”. Egli ha sempre sostenuto che i principi fondamentali alla base del bene comune fossero tre: primato della persona, sussidiarietà e partecipazione. Appunto da questa intuizione si sviluppa l’idea di fondo di FareRete e cioè che l’innovazione nelle attività economiche ed imprenditoriali rappresenti un bene comune, cioè un modello etico e di sviluppo altamente significativo nel contesto sociale odierno, particolarmente nel settore della Salute.

Un programma impegnativo e che presuppone una grande azione di trasformazione culturale per la promozione di un approccio veramente etico al Bene Comune.

Partecipare a FareRete ONLUS significa credere in tutto ciò ed impegnarsi a fondo per realizzarlo, non dimenticando che alla base di qualsiasi risultato dell’attività umana ci sono l’impegno e la responsabilità personali, valori imprescindibili e in grado di consentire di raggiungere mete sovente ritenute impossibili.

Se credi in questo programma e in questa visione, se sei deciso ad agire per cambiare il mondo intorno a te e non solo, se non temi di impegnarti cominciando dalle piccole cose, sei la persona che stiamo cercando e che ci farebbe piacere facesse parte di FareRete e a fianco della quale lavorare.

Il Bene Comune non è uno slogan, è quello che vogliamo realizzare nel mondo in cui viviamo.

Benvenuto.

Iscrizione

Possono aderire all’associazione FareRete singole persone, di qualsiasi ambito professionale, nazionalità, idea politica che ne condividano obiettivi e strategie e comunque che siano interessati alla promozione della salute del cittadino. Ecco le istruzioni:

  1. Inviare una richiesta alla Segreteria (che in seguito richiederà l’invio di un curriculum) tramite il questionario qui in basso (ricorda di indicare un Socio presentatore);
  2. Scaricare, stampare e firmare il seguente consenso privacy;
  3. Pagare annualmente una quota stabilita dal Consiglio Direttivo. IBAN e quote sono indicate qui a lato.

L’associazione FareRete mette a disposizione dei Soci informazioni e documenti attraverso questo sito Internet e informative di diversa natura.

Rinnovo

L’Associazione FareRete si basa sulla partecipazione attiva dei Soci e sul loro sostegno economico. Per chi è in ritardo con i versamenti, per non decadere da Socio, deve pagare entro l’anno le quote non pagate (dopo tre anni di mancato sostegno della associazione attraverso le quote annuali, il Socio viene dichiarato decaduto).

È possibile effettuare il versamento tramite bonifico:

Socio ordinario: € 100,00/anno

Socio sostenitore: € 200,00 euro

Banco Popolare
via Ludovisi, 46
00187 Roma

intestato a: Associazione FareRete
IBAN: IT88W0503403210000000006468